La casetta dei lavoratori del mare

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E’ un edificio secolare al centro della passeggiata di Loano, sorto a fine ‘800 come “stazione di sanità Marittima”. Qui stazionavano i preposti al controllo doganale e sanitario sul traffico marittimo, che si svolgeva direttamente sulla spiaggia. Fu poi sede della delegazione di spiaggia della Guardia di Finanza ed infine sede sociale dell’Associazione Lavoratori del mare. A poco a poco la sede è stata trasformata in un piccolo museo, che ospita cimeli, ricordi di vita sul mare e di storia di Loano, messi a disposizione o donati dalle famiglie loanesi. Si tratta di un un manufatto di metà Ottocento, da sempre esposto all’azione degradante dei venti di mare  e del salino. Un tempo era adibito a “Uffizio di Porto” e successivamente a “Stazione di Sanità Marittima”dove stazionavano i preposti al controllo doganale e sanitario del traffico marittimo. Fu una delle tre sedi della Sanità Marittima nell’area costiera tra Varazze e Laigueglia. Da moltisimi anni è la sede della Associazione di vecchi naviganti che hanno fatto la storia della Marineria Loanese: un vero e proprio santuario marittimo. Dal 1882 quando, mancando qualsiasi forma di assistenza o previdenza pubblica, veniva costituita la “Società di Mutuo Soccorso  fra Capitani Marittimi di Loano” con prevalenti finalità di solidarietà, assistenza e volontariato. Ulteriore denominazione fu quella di “Società  fra Capitani Marittimi e Macchinisti Navali”. Stesse finalità che vennero seguite dalla “Società di Mutuo Soccorso dei Pescatori di Loano”. L’esistenza della Casetta è sempre stata tribolata. Ne fanno fede alcuni documenti ritrovati nell’Archivio Comunale, come una lettera datata 30 agosto 1832 della Vice Direzione Marittima di Loano a firma del Console di Marina. Si tratta di una raccomandazione al Sindaco “di procedere ala costruzione di una “Casetta di Sanità” sulla spiaggia onde evitare il costo dell’affitto a carico del Municipio. Cio’ in considerazione delle operazioni di commercio con molti “legni” di grande portata appartenenti ai signori commercianti di Loano.” La lettera prosegue con l’invito a volersi compiacere presso il Magistrato di Sanità affinchè provveda alla realizzazione dell’opera. Siamo nel 1848. (tratto da un articolo di di Flavio Serafini)

Dettagli tecnici

ID 169
Sequenza #14

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