Generosità e tenacia della macchia mediterranea

Vista: A caratterizzare il territorio, le tradizioni e la storia di questa regione, è soprattutto l’albero di ulivo, la cui coltivazione permette la produzione dell’olio. Resistente al clima arido e secco grazie alle sue foglie coriacee caratterizzate da due pagine ben distinte: una superiore lucida e scura, e una inferiore più chiara e leggermente vellutata: questa è una delle strategie adottate dalle piante per evitare di perdere i liquidi e adattarsi a vivere in terreni molto aridi.
Olfatto: il profumo più buono della macchia mediterranea? Quello del mirto, pianta a portamento per lo più arbustivo. Stropicciando tra le dita le sue foglie puoi annusare l’odore inconfondibile di questa pianta. Il mirto cresce bene dove il clima è caldo e secco. I suoi fiori bianchi sbocciano in estate, e i frutti, piccole bacche dal colore viola scuro quando sono mature, si possono raccogliere in autunno per scopi culinari o per fare il famoso liquore.
Tatto: alcune delle piante che puoi trovare lungo questo tratto hanno sviluppato delle spine: questo è un adattamento ai climi aridi che serve per per ridurre la perdita di acqua attraverso la traspirazione, proteggersi dagli erbivori e limitare la superficie di esposizione al calore intenso. Tra le piante spinose trovi il ginepro: le sue bacche sono talvolta utilizzate in cucina specialmente per i piatti di selvaggina. Un’altra pianta tipica della regione mediterranea é la salsapariglia: ha evoluto le spine a scopo di difesa dagli erbivori e per facilitare il portamento rampicante. La si riconosce per le foglie a forma di cuore. A causa delle sue spine, è stata battezzata in dialetto ligure “sciancabraghe”, cioè “straccia pantaloni”.
Per il prossimo tratto prova a portare l’attenzione alle sensazioni del corpo e con ogni inspirazione coltiva la gratitudine permettendo a questa emozione di crescere, e con ogni espirazione lascia andare i pesi della giornata.